Impianti idrosanitari

 

L'impianto idraulico o impianto idrico, è un impianto, costituito da tubi e macchinari, in grado di trasportare acqua da un punto a un altro. L'etimologia della parola dal greco antico ὔδωρ - ὔδατος che significa appunto acqua. Esso porta a casa nostra l'acqua potabile.

L'impianto idraulico di un edificio deve provvedere ad assolvere tre funzioni fondamentali: procurare l'acqua necessaria per i bisogni alimentari (bere e cucinare), di igiene personale e di lavaggio di biancheria e stoviglie; distribuire quest'acqua ai vari locali della casa in cui deve essere disponibile; smaltire le acqua nere, quelle cariche di soluzioni saponose, detersivi, rifiuti organici e altro.

In alcuni casi possono essere presenti dei sottosistemi ausiliari all'impianto idraulico, come l'impianto di potabilizzazione dell'acqua domestica, un sistema per addolcirla, un sistema di filtraggio meccanico.

Un impianto domestico, pertanto, ha lo scopo di fornire acqua all'edificio e di provvedere allo smaltimento di quella di scarico. La terminologia corrente definisce acque chiare quelle potabili in arrivo dall'acquedotto mentre quelle nere sono quelle di scarico di cui abbiamo in precedenza parlato.


Come si sviluppa l'impianto idraulico

L'impianto si sviluppa attraverso una o più colonne verticali di adduzione (a seconda dello sviluppo in pianta dell'edificio) da cui si diramano le tubazioni di distribuzione ai vari piani dell'edificio, ed una o più colonne verticali di diametro maggiore, di smaltimento delle acque nere.

In corrispondenza di ogni alloggio c'è una presa delle acque chiare da cui si dipartono i tubi dell'acqua fredda, nonché quelli di scaldabagni e caldaie per la fornitura di acqua calda. In corrispondenza di ogni apparecchio, poi, c'è uno scarico la cui tubazione confluisce nella colonna delle acque nere. Questa colonna si sviluppa fino in alto, dove termina con un piccolo comignolo o sfiatatoio, che permette di sfiatare aria e gas e consente che avvenga un corretto smaltimento, senza rigurgiti e malfunzionamento di sifoni.

Non sempre l'acqua arriva direttamente ai rubinetti dalle tubazioni di adduzione, ma spesso essa confluisce precedentemente in un'autoclave, sorta di grande serbatoio al cui interno viene mantenuta una pressione sufficiente per far confluire l'acqua anche ai piani più alti. Spesso, infatti, la pressione propria dell'acquedotto non è sufficiente.

Negli edifici più piccoli è spesso presente un serbatoio nel sottotetto, che entra in funzione quando la pressione non basta. Esso contiene al suo interno un galleggiante collegato ad un rubinetto: quando il livello dell'acqua si abbassa, il rubinetto si apre e mette in funzione la pompa che porta l'acqua dall'acquedotto; quando il livello è risalito, il rubinetto viene chiuso e si arresta l'afflusso. Il serbatoio è dotato di uno scarico del troppo pieno che entra in funzione nel caso in cui questo sistema non dovesse funzionare.

Ogni impianto è dotato di un rubinetto principale collegato con il contatore che permette di misurare il consumo di acqua. Il rubinetto principale permette di chiudere completamente l'impianto in caso di manutenzione o quando la casa resta disabitata a lungo. In questo caso, infatti, è meglio escludere l'impianto dall'afflusso di acqua, sia per evitare allagamenti e perdite dovute a guasti, che per impedire rotture delle tubazioni dovute al gelo. All'interno di ogni singolo appartamento esistono poi uno o più rubinetti di intercettazione che permettono di escludere solo una parte dell'impianto, mentre la restante rimane in funzione.

Di solito tutte le tubazioni di scarico dei vari apparecchi corrono nella parte bassa delle murature e nel pavimento, culminando in una braga sistemata sotto la tazza del water e in cui confluisce lo scarico del water stesso.

Subito a valle di ogni apparecchio igienico è sistemato il sifone, un dispositivo che consente il passaggio dell'acqua verso lo scarico ma rimane sempre parzialmente pieno, in modo da impedire la risalita di gas maleodoranti verso l'ambiente. I sifoni hanno varie forme e sagome, ma sono tutti smontabili almeno parzialmente, in modo da poter essere ispezionati. Infatti la presenza di un corpo estraneo può trattenere capelli, sapone o residui di cibo e impedire il regolare deflusso d'acqua. Nel caso in cui, invece, l'ostruzione oltrepassi il sifone e vada ad intasare il tubo di scarico, il guasto è più serio e richiede l'intervento di un idraulico.

Ogni apparecchio sanitario, esclusi water e doccia, è dotato di una bocchetta del troppo pieno, posta a circa 10 cm dal bordo, collegata direttamente al sifone e da questo allo scarico. In questo modo, nel caso in cui ci si dimenticasse un rubinetto aperto a tappo chiuso, l'acqua defluirebbe verso lo scarico e non traboccherebbe dal bordo. Si tratta, però, di una sicurezza parziale: la bocchetta e il condotto sono infatti dimensionati per un rubinetto lasciato aperto a metà, altrimenti il sistema sarebbe troppo ingombrante, costoso e antiestetico.

Un progetto idrosanitario deve valutare le caratteristiche dell’acqua, dimensionare componenti, accessori della rete di distribuzione, valutare gli idonei sistemi di sopraelevazione e i sistemi atti a produrre l’acqua calda sanitaria.

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